Matera 2019

Continuità e rotture

In Ragazze Elettriche di Naomi Alderman, futuri archeologi si interrogano su dei vassoi con una mela incisa che tutti noi riconosciamo come tablet. Spesso, infatti, si scava sia per riscoprire il passato, che per scoprire il futuro.

Matera 3019 è un salto nel tempo per costruire un mondo migliore. È la sfida ai più giovani per la creazione di una nuova società, che superi finalmente il ‘900 e le sue idiosincrasie, è l’invito a trovare nuove occasioni di aggregazione e di confronto.

Sono passati settant'anni da quando De Gasperi, in visita ai Sassi di Matera, definì vergogna nazionale i luoghi che ora sono Patrimonio Unesco e ordinò lo sgombero dei residenti.

D'una città diceva Italo Calvino, non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda. Perché una città vive dei ricordi e delle emozioni intrecciate alle sue strade dagli abitanti, e certe volte una risposta può arrivare senza che nessuna domanda sia stata formulata.

Secondo un’interpretazione della psicologia contemporanea, esistono quattro diversi tipi di vergogna che tutti noi abbiamo provato nella vita; tra questi, spicca il senso di imbarazzo che segue l’esclusione da un gruppo, l’incapacità di elaborare il concetto di non essere graditi.

L'acqua ricopre il 71% della superficie del nostro pianeta, la stessa percentuale in cui è presente nel corpo di un bambino. E proprio come un bambino, la Terra ha bisogno di essere curata e difesa dai pericoli, tutelata affinché possa crescere sana per le generazioni che verranno.

Il primo a denunciare la “vergogna” delle condizioni igienico-sanitarie dei Sassi di Matera è stato Carlo Levi nel Cristo si è fermato a Eboli. Descrive bambini che “in quei buchi neri” muoiono di malaria ma narra anche l’infinita bellezza di quei “buchi neri” poi diventati Patrimonio dell’Umanità.

Nell’essere umano, l’istinto di raccontare è primordiale quanto quello di sopravvivenza; la più antica documentazione di una storia scritta risale a ben 4500 anni fa e possiamo supporre che ben prima esistessero storie raccontate intorno al fuoco. Miti e leggende tramandati per soddisfare il bisogno umano di condividere il sapere collettivo.

Con sullo sfondo il petrolio quale oscuro motore – da 150 anni, nel bene e nel male – delle vicende del mondo, il progetto prende spunto dall’omonima opera incompiuta di Pier Paolo Pasolini, che, pubblicata postuma a 17 anni dalla sua morte violenta, sonda le radicali e sotterranee trasformazioni dei paesaggi sociali, urbani e naturali.

Dicono che per rialzarsi ci voglia coraggio, noi crediamo che ci voglia vergogna. La vergogna che stimola la coscienza, che muove l’orgoglio, che scatena la reazione. La vergogna come spinta formidabile che rompe l’immobilità e porta al movimento, alla messa in discussione, alla consapevolezza e, dunque, alla rinascita. Una vergogna positiva, salvifica, splendidamente tragica e catartica: la più bella delle vergogne.

Ogni racconto deve avere una voce, e quella di Matera 2019 esce forte e chiara dalle casse di una radio.

Poco importa la concorrenza di Spotify e YouTube: forse per il suo tocco un po’ vintage, sicuramente per la capacità di creare percorsi guidati tra la musica e le parole e di approfondire alcuni argomenti, la radio è stata eletta portavoce della Capitale Europea della Cultura nel 2019.

Leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità e molteplicità. Questi i valori delle Lezioni Americane di Calvino a cui Radio 3 si ispira, nella forma e nel desiderio di nutrire le menti degli ascoltatori, per le sue Lezioni Materane, un appuntamento a cadenza mensile che accenderà il cuore della città per tutto il 2019.

Nel 2012 il territorio della bassa modenese fu colpito da un terribile terremoto che provocò serissimi danni al patrimonio architettonico e artistico oltre che alle aree industriali con eccezionale resilienza, in poco tempo molte aree vennero ricostruite. Pochi mesi dopo una delegazione di Matera incontrò molti emigrati lucani in Emilia e si iniziò un dialogo che sfociò in una progettazione culturale condivisa e in un protocollo d’intesa tra i due territori.

A Matera 2019 si realizzerà, a partire dal decennale del sisma che il 6 aprile 2009 ha distrutto L’Aquila, una grande mostra fotografica che vuole rappresentare un’occasione per operare una riflessione sulle problematiche della gestione del doposisma nell’intero Paese, anche e soprattutto alla luce della evidente vulnerabilità del Paese come testimoniano i terremoti del 2016/2017 nel Centro Italia e, allo stesso tempo, l’ultimo mezzo secolo di terremoti: dal sisma del Belice nel 1968 a quello del 23 novembre 1980 in Irpinia e Basilicata.

Quante sono le lingue parlate nel nostro mondo? Secondo una recente stima, il numero si aggira intorno alle settemila, anche se molte di esse sono costantemente a rischio di estinzione. Ma esiste un linguaggio, profondo e universale, che valica ogni confine geografico e temporale: la musica.

Proprio per parlare a una comunità sempre più sfaccettata, il comune di Pomarico declina il suo giorno da capitale allestendo un grande evento musicale che fonda tradizioni e culture diverse in un concerto inclusivo che possa essere anche un momento di pacifica comunione.

La vita e le “gesta” del brigante Angelantonio Masini, soprannominato Ciuccolo (Marsicovetere, 1837 – Padula, 20 dicembre 1864), che operò in Basilicata, in Terra di Bari e Vallo di Diano, tra i più temibili briganti postunitari e tra i massimi ricercati in Basilicata, dopo Ninco Nanco e Carmine Crocco, una storia poco conosciuta al di fuori del territorio municipale, saranno oggetto di una performance teatrale nella giornata dell’evento per “Matera 2019-Capitale per un giorno”.

A metà degli anni Cinquanta, il ricercatore americano Edward C. Banfield si mise a studiare Chiaromonte. Qualche anno dopo pubblicò un libro che ebbe molto successo negli Stati Uniti e da noi scatenò dibattiti, che si accesero già a partire dal titolo Le basi morali di una società arretrata. Anche se il nome Chiaromonte era sostituito con quello di Montegrano, ogni riferimento era palese, dalla descrizione dei luoghi fino alle parole dei cittadini.

“Here and together” animerà Accettura per dimostrare che valori come identità e migrazione possano coesistere nel migliore dei modi.

Si comincerà nel sito archeologico di tempa Cortaglia, dove docenti e studenti di archeologia mapperanno la zona e la analizzeranno.

Balvano, 3 marzo 1944. La popolazione è allo sbando, stremata dalla guerra e da un’Italia divisa in due. Centinaia di persone, provenienti dalla Campania, partono clandestini nella notte, su un treno merci che li porterà nelle campagne lucane, a trovare cibo e serenità. Come il treno 8017, che dovrebbe passare da Balvano. Su quel treno moriranno circa 600 persone, la più grande tragedia ferroviaria italiana.

Condividere gli spazi urbani di Castelsaraceno e creare una comunità allargata di cittadini “culturali”. Questo è il cuore del progetto Agricoltura Next, il cui obiettivo è coinvolgere, in tre giornate di evento, residenti, associazioni, scuole, studenti fuori sede, emigrati e nomadi digitali, che diventeranno anche ambasciatori e narratori dell’esperienza del Festival nel mondo.

Per molto tempo si è pensato che Colobraro portasse sfortuna. La gente nei dintorni lo chiamava “Quel paese”, e poi guardava in direzione del borgo senza farne il nome. Erano gli anni del dopoguerra e Colobraro condivideva con Matera la fama di un posto iellato e povero, che perciò andava dimenticato perché tanto non ne sarebbe potuto più venire nulla di buono.

A Ferrandina suona la banda!

Il borgo riprende contatto con una lunga tradizione musicale di strada e studia la regia di uno spettacolo itinerante, per le vie del paese, che richiama il passato e celebra il futuro della regione. La banda è il segno di una comunità festosa e unita in cui ciascuno trova il posto più adatto a sé per dare vita a una composizione collettiva. Una provocazione solenne, un invito a cantare, una processione laica per richiamare i visitatori. Accanto alla musica, artisti e performer colorano i viottoli del centro storico, coinvolgendo i passanti in un’atmosfera d’altri tempi.

Le premesse non erano le migliori: montagne, infrastrutture viarie carenti, un campanilismo che accentua le differenze e spazza via le somiglianze. Guardia Perticara è stata per molto tempo un’enclave difficile da raggiungere sia dal punto di vista fisico che culturale. Ma è proprio dalle situazioni più difficili che nascono le rivincite migliori. Rispolverando i propri più antichi e importanti valori – ospitalità, generosità e tolleranza – e investendo al meglio i fondi ottenuti per il terremoto del 1980, Guardia Perticara ha rinnovato se stessa creando una comunità solida nonché uno dei più bei luoghi d’Italia. Infatti dopo la ristrutturazione del paese in pietra faccia a vista il comune può vantare, oltre alla Bandiera Arancione del Touring Club, la nomina tra i Borghi più belli d’Italia.

I graffiti sono arte. Artisti come Keith Haring, Bansky e Blu sono l’esempio di come la street art sia passata negli ultimi decenni dalla clandestinità alla consacrazione come forma d’arte in piena regola, dai vicoli più nascosti, tra buio e bombolette, fino ai più grandi riconoscimenti e alle esposizioni museali. E Satriano di Lucania questo lo sa bene. Il paese si può definire la capitale dei murales del Mezzogiorno, con più di 200 opere di street art collezionate tra le vie del borgo. Tutto nasce nel 1983, quando viene accolto in paese l’artista rumeno Costantin Udroiu, dissidente politico che trova un porto sicuro proprio tra le strade di Satriano, che trasforma in arte come un’incantevole forma di ringraziamento.