Matera 2019

Riflessioni e connessioni

La mostra “Stratigrafia” è una delle quattro grandi mostre del programma di Matera 2019 e presenterà una ricerca artistica iniziata nel 2013 da una commissione dello spazio culturale Haus der Kulturen der Welt di Berlino e poi sviluppata in collaborazione con istituzioni artistiche e scientifiche internazionali.

Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra 400 e 500

Una grande mostra mai realizzata prima d’ora in Italia per rileggere il Rinascimento guardandolo da Sud, alla ricerca delle rotte mediterranee della cultura, delle arti e degli artisti e comprendere meglio il dialogo e gli scambi tra le diverse sponde di quel Grande Mare che, nei secoli, ha messo in contatto le civiltà e i popoli.

Dalla collaborazione con uno dei teatri più antichi del mondo, ovvero il Teatro San Carlo di Napoli, nasce il progetto “Abitare l’Opera”, che intende portare nello scenario dei Sassi di Matera uno dei generi musicali più affascinanti e appassionanti quali l’opera lirica, con il coinvolgimento di circa 200 cittadini nella realizzazione della Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni.

5 percorsi originali di Matera 2019 per i cittadini temporanei

I visitatori di Matera saranno i “cittadini temporanei” a cui si intendono offrire motivi per vivere in modo diverso  la città e la regione, per creare una relazione di scambio ed apprendimento reciproco con i cittadini permanenti.

Il progetto “People Places Purposes” si pone come obiettivo quello di cambiare e diversificare le narrative e le percezioni di Matera e della Basilicata, sia facendo scoprire o vivere in modo diverso dei luoghi inediti, inesplorati o inaspettati, sia ponendo al centro di quei luoghi chi abita quegli spazi, le loro storie e il senso che trasmettono.

di Marco Martinelli e Ermanna Montanari

Marco Martinelli e Ermanna Montanari hanno raccolto la sfida di trasformare in teatro La Divina Commedia di Dante, il capolavoro che ha dato origine alla lingua italiana, pensando l'opera in corto circuito tra la sacra rappresentazione medievale e il teatro di massa di Majakovskij: la città è un palcoscenico, e i cittadini sono chiamati a 'farsi luogo' nell'epoca dei 'non-luoghi' e della comunità dispersa e frantumata. L'opera vive di una sostanza corale e sono gli spettatori a fare il viaggio nei regni ultraterreni: ognuno di loro è Dante. È l'umanità intera che fa quel viaggio, così come ci suggerisce Ezra Pound, definendo Dante 'Everyman'.

Con il progetto Storylines intendiamo realizzare un film documentario e una video-installazione con l’obiettivo di indagare e comporre da un punto di vista soprattutto antropologico, brani di storie personali di lucani emigrati all’estero (sia di vecchia che di nuova emigrazione), e metterli in relazione con le storie di chi resta in Basilicata, per far riconoscere le due comunità in una pratica di costruzione corale di nuovi significati dei propri luoghi di origine.

L’Europa oggi vive una stagione complessa e disarmonica dal punto di vista antropologico e socio-politico dove i recenti fenomeni migratori vedono uomini, donne e bambini dei Paesi instabili del Mediterraneo abbandonare la propria terra alla ricerca di una nuova Patria che consenta loro di vivere liberi e affrancati nei cosiddetti Paesi più sviluppati d’Europa.

La Silent Academy è una “accademia” in cui si dà valore ai talenti dei migranti, i quali possono qui insegnare ciò di cui altrove erano maestri: dalla sartoria alla falegnameria, alla lavorazione delle spezie, e così via.

Il progetto si propone di attivare un'ampia partecipazione sociale attraverso l'assoluta semplicità dell'atto del camminare, in una lenta, corale, immersione tra elementi naturali e umani.

Nel solco dell'Open future, tema del dossier con cui Matera ha vinto il titolo di Capitale Europea della Cultura, la comunità lucana e i suoi abitanti culturali saranno parte attiva del primo progetto filmico partecipato contribuendo alla ricerca sul territorio di drama stories per la realizzazione di un lungometraggio di fiction a cura di uno dei massimi esponenti mondiali del Cinema del Reale, Mohsen Makhmalbaf regista de “Viaggio a Kandahar”.